Fauna - Oasi San Daniele

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L'Oasi
        Fauna

L'Oasi di San Daniele, nonostante le piccole dimensioni, è abitata da una fauna ricca e varia, anche se per coglierla appieno serve accostarsi a questo ambiente con lo sguardo del naturalista.
Dalla Primavera all'Autunno si possono incontrare numerosi rettili: il colorato Ramarro, il veloce e furtivo Biacco, la Lucertola muraiola che popola numerosa anche la passerella in legno.
Ma sono soprattutto gli anfibi a caratterizzare questo ambiente: la minuscola Raganella, assunta a simbolo dell'Oasi, il Rospo comune, le Rane verdi che si tuffano numerose nell'acqua al nostro approssimarsi.
Tra i mammiferi è presente il Capriolo, la Volpe, il Tasso, mentre le trappole fotografiche hanno documentato, durante la notte, la presenza anche del Cinghiale e della Faina. Abili e appassionati fotografi hanno immortalato la sempre più rara e furtiva Donnola.
Ma sono gli uccelli quelli presenti sempre e ovunque: ai Germani reali, diventati ormai quasi domestici, si aggiungono spesso altre specie amanti dell'acqua, quali l'Airone cenerino e la Nitticora tra gli ardeidi, il Porciglione e la Gallinella d'acqua tra i rallidi. Spesso sono presenti rapaci, come la Poiana, lo Sparviere e in inverno la splendida Albanella reale. Due le specie di picchi facilmente contattabili: il chiassoso Picchio verde, ghiotto di formiche, e il Picchio rosso maggiore.
Tra i piccoli passeriformi sono presenti in estate, in numero consistente, Capinere e Usignoli, che rallegrano l'ambiente con i loro canti melodiosi. Non mancano Rondini e Balestrucci ad abbassarsi in volo sulle canne a caccia di insetti. In inverno si radunano nell'Oasi numerosi fringillidi, come la Peppola, il Frosone o il Fringuello. Pettirossi, Codibugnoli e Scriccioli possono fare capolino un po' ovunque. E' inoltre presente un dormitorio di Migliarini di palude.
A proposito di insetti, il ciclo delle fioriture favorisce la presenza di numerose specie di farfalle: Licenidi, Melitee, Vanesse, Macaoni di varie specie. Nelle nottate estive favorevoli le Lucciole, presenti in grande numero, possono riempire la notte di poesia.

Indagine sulla erpetofauna

Premessa
L'Oasi di San Daniele, riprendendo la precedente analisi del Prof. Tasca, è un biotopo di dimensioni modeste, ma presenta alcune caratteristiche di notevole importanza conservazionistica. La sua collocazione in una zona pedemontana permette a specie di natura prettamente boschiva o pratense di trovare un luogo mediano nella comunicazione tra i due ambienti. La zona umida al suo interno, che si articola con vari stagni, con forma, dimensione e vegetazione diversi, permette la distribuzione e la sopravvivenza di numerose specie acquatiche, anfibie e non.

La presenza di acqua in una fascia di alta pianura- pedemontana è un evento non troppo comune in quanto, per la geologia delle nostre zone, l'acqua tende a percolare velocemente e disperdersi nei cunei sotterranei di ghiaia e roccia. Trovare una zona umida stabile nella presenza d'acqua, è quindi un fenomeno di notevole importanza, tanto più in una zona di corridoio naturale tra il bacino della Brenta, le sue zone umide, il Massiccio del Grappa e il bacino del Fiume Piave ad Est. Questo ruolo di importanza conservazionistica viene amplificato per le specie presenti nell'Oasi, in un'unione armonica di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili. Molte delle specie considerate in questa zona non sono a rischio di estinzione e, anzi, vantano nel Veneto un buono stato di conservazione; non dobbiamo per questo dimenticare l'eccessiva e sempre più profonda radicazione del cemento e dell'edilizia, in generale, in zone rurali e cittadine.

Questo provoca un impoverimento di nicchie fondamentali per la conservazione della diversità biologica. In popolazioni isolate, infatti, anche secondo affermati studi di genetica di popolazione, le specie si rendono via via più deboli dopo generazioni e tendono ad avere una povertà genetica che porta alla loro facile scomparsa dal sistema naturale. In generale, nonostante le specie non siano minacciate non possiamo permettere, per questo motivo, che lo diventino lasciando che questo biotopo perda la sua naturale bellezza e importanza.
Come anticipato dal Prof. Tasca hanno una grande valenza ecologica le aree a Typha e Phragmites, presenti con estensioni molto significative per tutta l'area del biotopo, nel quale possiamo evidenziare anche altre piante acquatiche come l'Alisma plantago-aquatica (Mestolaccia acquatica), la Sagittaria latifolia (Sagittaria), il Cladium mariscus (Falasco) e il Butomus umbellatus (Giunco fiorito) ben presenti nei laghetti superiori.
Essendo questa una prima analisi non si può evidenziare una distribuzione degli areali delle  specie evidenziate in seguito ma si può avere la certezza della loro presenza. Sono osservabili nei periodi riproduttivi e successivi i vari stadi di riproduzione e dell'embrione della maggior parte delle specie anure, stando a significare la loro buona stabilità e riproduttività all'interno dell'area.

ELENCO SPECIE OSSERVATE

Anfibi:
Ranidae
Rana dalmantina
Rana esculenta
Rana temporaria *
Hylidae
Hyla intermedia
Bufonidae
Bufo bufo
Bufo viridis *
Discoglossidae
Bombina variegata *
Salamandridae               
Salamandra salamandra
Lissotriton vulgaris
Triturus carnifex
Rettili:
Anguidi
Anguis fragilis
Lacertidae
Lacerta bilineata
Podarcis muralis
P. siculus campestris *
Colubridae
Natrix natrix
Viperidae
Vipera aspis *
Hierophis viridiflavus
*: specie presunte all’interno dell’area o che si è certi della loro presenza ma mancano dati diretti di osservazione.
Elenco redatto in riferimento alla lista di: Anfibi e rettili del Veneto: specie rilevate dopo il 1980 e che si riproducono allo stato libero.
Dopo questo elenco allego una tabella nella quale sono rappresentati alcuni valori rilevanti, ai fini di conservazione delle specie a livello regionale, considerando la classe in ambito di pianura e di rilievo (unica indicazione se coincidenti), e all’eventuale presenza nell’allegato II della Direttiva Habitat 92/43/CEE.
Nome latino
Nome comune
Liv. di conservazione Regionale
Direttiva Habitat 92/34/CEE
Rana dalmantina
Rana dalmantina
Vulnerabile
Assente
Rana esculenta
Rana verde
Non minacciato
Assente
Rana temporaria
Rana temporaria
Vulnerabile/Quasi minacciato
Assente
Hyla intermedia
Raganella italiana
Quasi minacciato
Assente
Bufo bufo
Rospo comune
Vulnerabile/Non minacciato
Assente
Bufo viridis
Rospo smeraldino
Non minacciato
Presente
Bombina variegata
Ululone dal ventre giallo
In pericolo critico/Vulnerabile
Presente
Salamandra salamandra
Salamandra pezzata
Assente/Quasi minacciato
Assente
Lissotriton vulgaris
Tritone punteggiato
Vulnerabile/In pericolo critico
Assente
Anguis fragilis
Orbettino
Vulnerabile/Non minacciato
Assente
Lacerta bilineata
Ramarro occidentale
Vulnerabile/Non minacciato
Assente
Podarcis muralis
Lucertola muraiola
Non minacciato
Assente
Podarcis siculus
Lucertola campestre
In pericolo
Assente
Natrix natrix
Natrice dal collare
Quasi minacciato/Non minacciato
Assente
Vipera aspis
Vipera comune
In pericolo critico/Vulnerabile
Assente

Bibliografia
R. Manuel, C. Shields; Vita negli stagni, Collins, A. Avalardi, 1992.
L. Bonato, G. Fracasso, R. Pollo, J. Richard, M. Semenzato; Atlante degli anfibi e rettili del Veneto, Nuovadimensione, 2007.
Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.


Indagine sull'avifauna

L'Oasi di San Daniele in questo senso rappresenta un biotopo importante, in cui gli uccelli tendono a concentrarsi per i più disparati motivi: per la riproduzione, per soste di alimentazione durante le migrazioni, per effettuare dormitorio durante la stagione invernale.
Grande valenza ecologica assume la presenza di acqua, seppure in quantità esigua e ridottasi nel tempo, nonché le aree a Typha e Phragmites, presenti con estensioni molto significative per tutta l'area della pedemontana del Grappa.
Le specie di uccelli presenti possono non essere di grande valore conservazionistico in senso assoluto, ma molte non sono rinvenibili nelle aree circostanti (il Pendolino, il Porciglione, il Tarabusino), mentre per altre si possono registrare concentrazioni non riscontrabili altrove (il Migliarino di palude o la Peppola ad esempio).
Nello stilare questa lista si è tenuto conto di dati ottenuti da rilievi iniziati a fine 2005, ma che sono diventati più regolari e sistematici a partire dalla primavera 2007. Si tratta sia di osservazioni a distanza (birdwatching), sia di dati ottenuti mediante cattura a scopo scientifico.
A partire dalla primavera 2007 infatti presso l'Oasi di San Daniele è stata costituita una Stazione di Cattura e Inanellamento a Scopo Scientifico che opera sotto il controllo e il coordinamento dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Per quanto riguarda l'elenco delle specie e i nomi scientifici nonché italiani si è fatto riferimento alla lista CISO-COI, mentre per quanto riguarda l'ordine sistematico, in un momento in cui nuove tecniche di analisi stanno mettendo in discussione molta parte della classificazione della classe Aves, ci si è rifatti alla Bird Guide della Collins (1999). Per quanto riguarda la terminologia fenologica si è fatto riferimento all'Ornitologia Italiana di Brichetti e Fracasso (2003 e seg.).
Per le osservazioni non si è tenuto conto dell'area dell'Oasi in senso stretto, ma anche delle adiacenze, soprattutto prative, nonché della cassa di espansione posta subito a est, che si caratterizza per interessanti osservazioni e che meriterebbe un adeguato intervento di naturalizzazione.

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